Ci sono momenti in cui Penelope mi manca più
di Itaca.
Momenti in cui Penelope è più bella delle
Terre non ancora viste.
Eppure io scelgo il Mare, la sfida che si
apre a dimensioni di orizzonte, senza uno strumento con cui mi possa orientare
o una mano amica da stringere durante la tempesta.
Io scelgo il Mare e la burrasca, scelgo le
isole disabitate, la fame e la sete per lasciare un pezzo di me su ogni
centimetro di terra calpestata.
Ci sono momenti in cui l’amore di Penelope è
come il canto di una sirena che richiama alla vita il corpo del viaggiatore e lo
tenta, lo ammalia, fino quasi alla morte.
Eppure io scelgo il Mare e il suo silenzio,
la paura dinanzi a spazi aperti e quasi
infiniti, la vittoria al cospetto di un altro respiro strappato alla morte, all’ abbandono,
allo sconforto.
Ci sono momenti in cui Penelope tace. E’
lontana. Come Itaca. Come il Mare dinanzi ad altro Mare, come la mano dal mio
sguardo, i miei occhi da me stesso.
Eppure mi lascia dentro la canzone di sempre, il coraggio
di seguire il vento senza cercare un orizzonte.
Grazie
a Penelope io scelgo il Mare.
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